La giusta causa contro Assange
Accettare la richiesta di libertà su cauzione presentata dai legali di Julian Assange è una buona notizia, perché toglie un alibi ai teorici del complotto contro l’uomo che ha svelato i non segreti della diplomazia americana. E dimostra a chi ha strumentalizzato il suo arresto per mettere in dubbio la democrazia anglosassone – da Lula a Putin, da Bianca Jagger a Ken Loach – che lo stato di diritto è ben radicato a Londra.
12 AGO 20

Anche a Washington lo stato di diritto è al lavoro. L’Amministrazione Obama cerca di capire se è possibile perseguire Assange per spionaggio e attentato alla sicurezza nazionale. Fino a quando l’accusa non sarà sufficientemente solida sul piano giuridico, non saranno emessi mandati di cattura. Ma è indubbio che Wikileaks, pubblicando allegramente i cablo diplomatici, ha messo a rischio la vita di funzionari, soldati e collaboratori degli americani. Assange merita forse di essere processato per avere rotto i principi che regolano i rapporti tra governi democratici e libera stampa. Sul piano politico, ogni rivelazione dice quel che le anime belle si ostinano a negare: gli Stati Uniti fanno in pubblico quel che dicono in privato. Nella storia di Wikileaks, i veri cattivi sono proprio i cattivi.